Lunedì, 10 Dicembre 2012 19:23

PIANO DI EMERGENZA ESTERNO : VA CONSULTATA LA POPOLAZIONE

La prefettura di Taranto ha indetto una conferenza stampa per presentare la bozza del “Piano di

emergenza esterno” in applicazione della cosiddetta “Direttiva Seveso” (Dlgs 334/99 come

modificato dal D.L. 238/05) sul territorio. Il Piano rappresenta un atto di primaria importanza per

garantire un adeguato intervento in caso di incidente rilevante ad impianti rientranti nella normativa.

Pur prendendo atto che con la conferenza stampa si riprende un percorso di consultazione della

popolazione, non possiamo non rilevare come l’intera istruttoria risenta di vistosi ritardi

rispetto ai tempi dettati dalla “Direttiva”: il piano di emergenza esterno deve essere infatti

aggiornato ogni tre anni. Il precedente piano risale al 2003. La bozza successiva è stata redatta nel

2008 e la relativa istruttoria non si è ancora conclusa.

Oltre le colpevoli lentezze burocratiche istituzionali, a nostro avviso occorre ribadire che le

principali responsabilità sono da addebitarsi ad ENI ed ILVA

. I Rapporti di sicurezza presentati

dalle due aziende sono infatti risultati oltremodo lacunosi nella loro formulazione determinando

vistosi ritardi per la loro approvazione in fase di istruttoria da parte del Comitato Tecnico

Regionale.

Legambiente si occupa della direttiva Seveso dalla fine degli anni ’80

. Da allora tante le sue

iniziative messe in campo, anche con diffide, per pungolare le istituzioni nell’obiettivo di far

applicare la “Direttiva” sul territorio. Due settimane addietro è stata l’unica associazione a

presentarsi alla conferenza dei servizi sul “rapporto di sicurezza portuale” ed a presentare dei rilievi

nel merito.

Per Legambiente la consultazione della popolazione sul “Piano di emergenza esterno” in

esame non può limitarsi alla sua pubblicazione sul sito della Prefettura ed a consentire

l’inoltro di osservazioni entro i successivi trenta giorni

. Occorre che venga attuato tutto

quanto previsto dal D.M. n. 139/ 2009, in particolare dal suo art 2

:” Il prefetto, ai fini di cui

all'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 1999, nel corso della predisposizione del

piano di emergenza esterno e comunque prima della sua adozione procede, d'intesa con il

Comune, alla consultazione della popolazione per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi,

questionari o altre modalità idonee, compreso l'utilizzo di mezzi informatici e telematici.”

Legambiente presenterà comunque le sue Osservazioni nel merito del “Piano di emergenza

esterno” che verrà presentato domani dalla Prefettura.

Il presidente        Lunetta Franco

 per il direttivo     Leo Corvace

10 dicembre 2012

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