Gli avvenimenti degli ultimi giorni, con la richiesta di parere sulla legittimità della procedura di cessione degli impianti di Ilva spa rivolta all'Anac da parte del Ministro dello Sviluppo economico, su sollecitazione del Presidente della Regione Puglia, e con la risposta di Anac, che sostanzialmente conferma le perplessità sollevate da Legambiente (qui il link del nostro comunicato di oltre un anno fa, in cui parlavamo di una procedura "opaca" https://www.legambientetaranto.it/index.php/industria/item/644-ilva-opaca.html) in tutte le sedi, dalle Osservazioni al Piano Ambientale al ricorso al TAR, ci inducono a ritenere che nella "storia infinita" che riguarda la difficile vertenza Ilva, si sia in presenza di un ulteriore capitolo che potrà comportare ulteriori ritardi e rendere, ove possibile, ancora più difficile il tentativo di condurre ad una definizione rispettosa dei diritti di tutti i soggetti in campo.
La nota di Anac ha il pregio di essere estremamente chiara, anche per i non addetti ai lavori, circa gli aspetti di criticità della pricedura.
A questo punto tutto è nelle mani del ministro Di Maio e del Governo, cui tocca decidere se revocare gara ed aggiudicazione e quindi riaprire i termini per la presentazione di nuove offerte, oppure andare avanti nella trattativa con Mittal per ottenere miglioramenti sotto il profilo ambientale e occupazionale come invocato ancora pochi giorni fa da Legambiente nell'incontro al Mise con il ministro (https://www.legambientetaranto.it/index.php/industria/item/727-ilva-legambiente-dimaio.html).
Il nostro auspicio è che si riesca finalmente a ragionare e decidere tenendo presente che l'interesse primario da tutelare è quello della città di Taranto e dei suoi abitanti, che ha necessità urgente di provvedimenti che riescano a garantire il contemperamento di tutti gli interessi in campo, ma mettendo finalmente al primo posto l'interesse ad una produzione non inquinante ed il rispetto della salute dei cittadini di Taranto e degli stessi lavoratori dell'Ilva.
Le decisioni da prendere non sono facili, e il rischio è che si perda ulteriore tempo prezioso. Tuttavia riteniamo che ogni sforzo debba essere fatto sulla strada della legalità e del rispetto del diritto alla salute ed all'ambiente, e che quanto confermato da Anac consenta, angusti, ma significativi, spazi di manovra al nuovo ministro.
Noi come sempre saremo in campo con le nostre proposte, e vigileremo affinché non si aggiunga ulteriore danno a quello sino ad oggi procurato alla nostra città .
Martedì, 24 Luglio 2018 09:28
Ilva, Taranto aspetta. Salute e lavoro
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L'Industria
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