La decisione della Corte di Strasburgo di mettere sotto processo lo Stato italiano per non aver protetto la vita e la salute di cittadini di Taranto dagli effetti negativi delle emissioni Ilva,(al link http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/05/17/ilva-taranto-processo-corte-strasburgo_9179743b-7880-4ab4-a3d2-32b9872a3bb9.html ) arrivata mentre a Taranto ripartiva il processo per disastro ambientale dell'Ilva, mette insieme sul banco degli imputati, ai più alti livelli, chi ha inquinato e chi negli anni ha consentito che questo avvenisse. Da un lato, innanzitutto, la famiglia Riva, dall'altro lo Stato italiano. In mezzo i cittadini di Taranto, lasciati per decenni in balia di un inquinamento micidiale che ha portato malattie e morti e che continuerà per molti anni ancora a mietere vittime innocenti.
Certo, ci sono i processi da celebrare e le sentenze da attendere, ma al di là delle responsabilità penali da accertare ci sono evidenti responsabilità politiche e morali e conseguenze che – sin d'ora – è possibile trarre.
Noi crediamo innanzitutto che ai martoriati cittadini di Taranto vada dato un effettivo segnale di attenzione e rispetto con un impegno straordinario dello Stato italiano sul versante della bonifica del territorio, ferma restando la necessità di rivalersi – poi -su chi ha inquinato. Le somme sinora stanziate, effettivamente destinate alla bonifiche, sono in realtà assolutamente esigue e – d'altro canto - i ritardi e la lentezza con cui gli studi (tanti) e i lavori (pochi) procedono sono assolutamente insopportabili. La bonifica che la città di Taranto attende non può certo essere solo quella di qualche scuola del rione Tamburi: è necessario un cronoprogramma preciso e risorse adeguate, sia finanziarie che umane, al risanamento di un territorio che ha subito colpi terribili, a cominciare dal Mar Piccolo.
Nello stesso tempo, è indispensabile che lo Stato e la Regione Puglia, ognuno per quanto di sua competenza, facciano quanto è necessario per impedire che si ripresenti quella mancanza o carenza di controlli che tanto ha pesato sulla realtà tarantina, insieme ovviamente alle responsabilità degli inquinatori. A fronte di presenze importanti come Ilva, Eni, Cementir, Arsenale Militare, Base Navale, abbiamo chiesto inutilmente da oltre un anno il potenziamento degli organici del dipartimento di Taranto di ARPA Puglia, assolutamente necessario per effettuare monitoraggi e controlli adeguati alle presenze del territorio jonico, a partire dal siderurgico. Potenziamento promesso in sede di approvazione di uno dei tanti decreti Ilva ma poi svanito nel nulla e mai più riproposto né dal Governo né dalla Regione.
E' una vergogna che abbiamo denunciato più volte e che legittima i dubbi di tantisulla effettiva volontà di mettere davvero sotto controllo quello che accade a Taranto. Per questo torniamo a chiederlo con forza, così come chiediamo che venga nominato rapidamente il nuovo Direttore Generale di ARPA Puglia individuando una personalità di riconosciuta autorevolezza e indipendenza, caratteristiche essenziali per una figura che deve garantire tutti i pugliesi, e i tarantini in particolare, sulla autonomia dagli interessi della grande industria e dalle possibili dimenticanze della politica.
Ribadiamo infine che il piano industriale che i futuri acquirenti o affittuari dell'ILVA proporranno non deve in nessun modo ridurre la portata del piano ambientale approvato e ancora lontanissimo dall'essere completato: è risaputo, infatti, chele prescrizioni più importanti per la tutela dell'ambiente e della salute previste dall'A.I.A., dalla copertura dei parchi minerali al rifacimento delle cokerie, non sono ancora state attuate. Un'AIA depotenziata, dopo gli enormi ritardi per attuarla, sarebbe una vergogna, un altro intollerabile assalto al diritto alla salute dei tarantini che hanno già pagato un tributo altissimo ai ritardi e alle omissioni della politica
Mercoledì, 18 Maggio 2016 07:15
Ilva, l'Italia a processo a Strasburgo. Chiediamo per Taranto un impegno straordinario per bonifiche e potenziamento Arpa. E niente sconti
Pubblicato in
L'Industria
Articoli correlati
-
OPPOSIZIONE DI LEGAMBIENTE AL TAR DI LECCE CONTRO IL RICORSO ILVA
Mercoledì, 11 Gennaio 2012COMUNICATO STAMPA Legambiente, nella circostanza rappresentata dagli avv. Massimo Moretti ed Eligio Curci, si è costituita nei giorni scorsi ... -
ILVA: i periti indicano gli interventi necessari per ridurre l’inquinamento
Martedì, 31 Gennaio 2012Circolo di Taranto Taranto, 31 gennaio 2012 COMUNICATO STAMPA “I periti confermano quanto sostenuto da Legambiente in tutt ... -
L’ILVA insiste, davanti al TAR di Lecce, nella richiesta di sospensiva dell’AIA.
Mercoledì, 07 Marzo 2012Legambiente: il ricorso dell’ILVA è infondato sia in fatto che in diritto. Confidiamo che questa volta il TAR voglia accogliere le tesi difensive delle parti ... -
All’indomani della riapertura formale dell’AIA, Legambiente presenta i 26 punti irrinunciabili per la nuova AIA all’ILVA di Taranto
Lunedì, 12 Marzo 2012Già esposti al ministro dell’ambiente Corrado Clini e ai rappresentanti degli Enti Locali. Il 29 febbraio Vittorio Cogliati Dezza, p ... -
Interpellanza Ilva del 15 Marzo 2012
Giovedì, 15 Marzo 2012CAMERA DEI DEPUTATI Resoconti - Seduta n. 605 di giovedì 15 marzo 2012 Svolgimento di interpellanze urgenti (ore ... -
Dopo il Tavolo tecnico a Roma: Tempi rapidi e misure rigorose per la nuova AIA all’IlVA. Un accordo di programma e risorse certe per le bonifiche
Venerdì, 20 Aprile 2012“Il tavolo romano è stato, come si prevedeva, interlocutorio. Positivo è che le problematiche ambientali locali siano state elevate a questione nazionale, ma i ... -
Pronto il ricorso dell’Ilva contro la riapertura dell’AIA. Legambiente: l’arroganza dell’azienda è senza limiti
Mercoledì, 16 Maggio 2012“E’ veramente senza limiti l’arroganza dell’Ilva”. Questo il commento di Legambiente alla notizia del ricorso al TAR dell’azienda contro la riapertura ... -
Stop all'utilizzo di acqua potabile da parte dell'Ilva per il raffreddamento degli impianti
Lunedì, 11 Giugno 2012Con l'’arrivo dell’estate, tornano i timori di crisi idriche che, anche se auspicalmente meno gravi di quella che nel 2009 lasciò molti quartieri tarantini ... -
Legambiente ripropone i punti irrinunciabili per la riapertura dell’AIA concessa all’Ilva di Taranto
Martedì, 07 Agosto 2012Si ritiene di dover nuovamente rendere noti i 26 punti "irrinunciabili" inoltrati da Legambiente al Ministero dell'Ambiente circa tre mesi addietro. Si tratta di ... -
NO AL COLPO DI SPUGNA - LEGAMBIENTE CHIEDE SENSO DI RESPONSABILITA’ AL GOVERNO, ALLE FORZE POLITICHE, ALLE ISTITUZIONI LOCALI
Lunedì, 13 Agosto 2012Rifiutiamo la logica del colpo di spugna che sembra profilarsi dagli ultimi interventi del governo. Riteniamo che esso si debba invece attivare per assicurare la m ...
