A seguito di un emendamento inserito nella legge di bilancio regionale, pochi giorni fa il Consiglio regionale Pugliese ha rinviato di un anno i termini per gli adempimenti previsti dalla legge regionale sulle emissioni odorigene.
Già l'anno scorso la V Commissione Consiliare della Regione Puglia aveva approvato un progetto di legge che prevedeva la sospensione degli artt. 1 e 1 bis della Legge Regionale n.7/99, la cui normativa aveva lo scopo di regolamentare le emissioni puntuali e diffuse di tutte le aziende responsabili di impatto osmogeno (impianti di depurazione, compostaggio, trattamento rifiuti, raffinerie, rendering animale, combustione di biomasse, ecc.), oltre che dei sansifici. Pur con evidenti limiti applicativi la L.R. 7/99 è stata ampiamente utilizzata come riferimento nei procedimenti autorizzativi regionali di AIA, VIA, ed ha consentito ad ARPA Puglia di effettuare numerosi controlli su vari insediamenti produttivi, con successiva attuazione di procedimenti correttivi a tutela della popolazione interessata.
A seguito delle proteste il Consiglio Regionale pugliese non aveva recepito la sospensione degli artt. 1 e 1 bis della L.r. 7/99 ma approvato la Legge Regionale n.23 del 16 aprile 2015 , basata sull'articolato messo a punto dal Tavolo Tecnico costituito da rappresentatnti della Regione e di ARPA Puglia, permettendo così l'applicazione dell'unico riferimento normativo sulle emissioni odorigene e consentendo la continuità del sistema di controlli, necessario per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini.
La legge dava già molto tempo alle aziende per adeguarsi. Entro un anno avrebbero dovuto presentare una richiesta di nuova autorizzazione e, ad autorizzazione ottenuta, avevano un altro anno per adeguare gli impianti. Ora, incredibilmente, ne viene concesso un altro
"E' una vergogna" – dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – "un insulto ai cittadini di Taranto costretti a subire da anni persistenti emissioni di cattivi odori di cui l'ENI continua a negare di essere la fonte ma che, secondo ARPA Puglia sono sovente attribuibili proprio alla Raffineria"
"Data la tipologia degli inquinanti rilevati e le condizioni meteo climatiche del 7 e 8 febbraio 2015, e la concomitante presenza di una procedura di manutenzione degli impianti, si ritiene che i disagi olfattivi verificatisi in tale data di livello o estensione tali da produrre l'attivazione del sistema "Odortel" – siano ascrivibili alle emissioni di composti odorigeni da parte della Raffineria ENI". Così si legge nella relazione redatta dalla Direzione Scientifica di ARPA Puglia in riferimento a quanto accaduto esattamente l'anno scorso, nelle giornate del 6 e 7 febbraio, quando pervennero ad ARPA Puglia alcune segnalazioni inerenti i cattivi odori a Taranto
" Siamo ansiosi e curiosi di sapere chi siano i consiglieri regionali autori di questo regalo ai soliti noti, di questo schiaffo, l'ennesimo, alla nostra città " continua Lunetta Franco " Chiediamo che i termini siano immediatamente ripristinati".
Martedì, 09 Febbraio 2016 18:03
Emissioni odorigene: vergognosa proroga del Consiglio Regionale Pugliese
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L'Industria
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