Martedì, 06 Maggio 2014 20:02

Ilva: la Corte dei Conti ha approvato il Piano Ambientale. Legambiente: ora il Piano Industriale, senza perdere altro tempo!

La Corte dei Conti ha dato parere positivo al piano ambientale per l'azienda siderurgica Ilva. L'annuncio è venuto dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e dal  sub commissario dell'Ilva Edo Ronchi. Adesso si attende la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e, a seguire, l'ufficializzazione del piano industriale sul quale il commissario dell'Ilva, Enrico Bondi, dovrà chiedere l'aumento di capitale innanzitutto alla famiglia Riva.

Il via libera arriva dopo  45 giorni dal Consiglio dei Ministri che ha approvato il "Piano delle misure e delle attivita' di tutela ambientale e sanitaria" per l'Ilva di Taranto, fissando così le azioni e i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell'A.I.A. rilasciata nel 2012. E' bene ricordare che si trattava di un termine - già prorogato rispetto a quello originariamente previsto- stabilito dall'ultimo decreto sull'Ilva convertito in legge il 6 febbraio 2014.

Entro 30 giorni dovrà ora essere adottato il Piano Industriale da cui, in concreto, dipende la possibilità di porre davvero fine ad una storia infinita di danno alla salute e inquinamento ambientale . Il Piano Industriale, infatti, dovrà dire parole chiare sul nodo dell'entità delle risorse necessarie per attuare l'AIA e modificare il ciclo produttivo. Le voci e le ipotesi su un diverso assetto produttivo dell'Ilva, con il ridimensionamento dell'area a caldo e l'utilizzo di altre tecnologie produttive, più rispettose per la salute e l'ambiente, dovranno così trovare conferma in ipotesi concrete ed uscire dal novero delle indiscrezioni e delle dichiarazioni d'intenti. Così come le manifestazioni di interesse di Marcegaglia e del colosso ArcelorMittal, primo produttore mondiale di acciaio.

Non è un fatto marginale, ma il cuore di qualunque ragionamento sul futuro dell'Ilva e, quindi, di Taranto. Abbiamo detto più volte che la produzione di 8 milioni di tonnellate annue, autorizzata dall'attuale AIA, non è compatibile con la piena e certa salvaguardia del diritto alla salute se realizzata sulla base esclusiva dell'attuale ciclo produttivo. L'utilizzo del metano e del ferro preridotto può consentire di mantenere quella capacità produttiva: in mancanza, continuiamo a ritenere necessario che essa venga ridotta entro limiti che garantiscano la compatibilità con la salute e con l'ambiente.

Rispetto al Piano Ambientale verificheremo le eventuali modifiche apportate rispetto alla Bozza su cui, a novembre del 2013, Legambiente ha presentato ufficialmente numerose Osservazioni . Soprattutto verificheremo la presenza di prescrizioni su eventuali interventi, monitoraggi o precauzioni da porre in essere, in attesa del completamento delle opere previste dall'AIA, per ridurre i rischi sanitari e le conseguenze sull'ambiente, a partire dai Parchi Minerali (la cui copertura rimane la vera cartina di tornasole dell'effettivo avvio dei risanamento dello stabilimento). E, più in particolare, le risposte alle nostre richieste che riguardavano, ad esempio, l'incapsulamento degli impianti responsabili delle emissioni diffuse e fuggitive, l'adozione generalizzata di filtri a tessuto alle varie fonti di emissione, il monitoraggio in continuo presso gli impianti maggiormente inquinanti, l'implementazione del sistema di video – sorveglianza, l'adozione per la Cokeria di innovazioni tecnologiche nel processo produttivo per eliminare o ridurre l'utilizzo di coke o, in mancanza, la chiusura di almeno quattro delle batterie dal maggior impatto ambientale e dalla minore efficienza tecnologica,.







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