Al termine della settimana europea della mobilità sostenibile cui, per il secondo anno consecutivo, il Comune di Taranto ha aderito, al di là delle polemiche e delle lamentele, crediamo sia importante andare oltre le iniziative di sensibilizzazione, che lasciano immutata la quotidianeità delle altre 51 settimane, e realizzare gli interventi strutturali necessari per cambiare profondamente la mobilità tarantina. Noi crediamo che Pedonalità, Ciclabilità e Trasporto Pubblico siano itre cardini su cui lavorare per migliorare la qualità della vita cittadina incidendo su stili di vita segnati da anni di immobilismo che hanno incrementato la distanza tra la nostra città e le aree più moderne e dinamiche dell'Italia.
Le aree pedonali, ad esempio,sono praticamente sempre le stesse da tempo immemorabile (fatta eccezione per quella in piazza Papa Giovanni XXII) e si caratterizzano per la loro estrema limitatezza. Noi crediamo si debba rivalutare la pedonalità quale modalità fondamentale della vita urbana e renderla un'esperienza gradevole. Si cominci ad adottare una reale tolleranza zero verso chi occupa strisce pedonali e scivoli per i disabili, o verso chi sosta normalmente in doppia fila specie in arterie di grande rilevanza (come via Cesare Battisti dove il fenomeno raggiunge spesso proporzioni intollerabili). Si tratta di misure minime, a costo zero, destinate a rendere più semplice la vita di chi si muove a piedi, a partire dalle persone più anziane, o di chi ha difficoltà motorie, ed a ripristinare livelli accettabili di civiltà ed educazione. Ad esse pensiamo debbano accompagnarsi un significativo aumento sia nelle superfici che nelle localizzazioni delle aree pedonali, unito all' adeguamento e all'innovazione del loro arredo, e, non ultima, una seria politica di incremento del verde pubblico cittadino che preveda la piantumazione di centinaia di nuovi alberi (che, peraltro, assorbono emissioni inquinanti e CO2) nelle strade e nelle piazze.
Non serve a nulla tagliare marciapiedi per ricavare qualche posto auto, rendendo però la vita difficile a chi si muove a piedi, né servono megaparcheggi in centro destinati solo a produrre un indesiderabile incremento del traffico veicolare privato. Serve invece rendere finalmente operativi i parcheggi di interscambio posti ai margini della città, a partire da quelli di Cimino (protagonista di una sorta di infinita telenovela) e Croce; serve valorizzarli, insieme ai parcheggi di prossimità esistenti (piazza Icco, baraccamenti Cattolica, ex Artiglieria, via Oberdan, via Pacoret), adottando politiche tariffarie e collegamenti efficaci e rapidi con le principale destinazioni urbane in modo da incentivarne l'utilizzo e valutare -al caso- la possibilità di realizzarne altri. Noi chiediamo di ricucire il centro con le periferie soprattutto attraverso la mobilità dolce, rendendo possibili e competitivi rispetto all'uso dell'automobile gli spostamenti a piedi, in bicicletta o in autobus: pedoni, ciclisti, utenti dell'AMAT hanno perlomeno gli stessi diritti degli automobilisti e le loro esigenze non possono essere sempre compresse e subordinate all'uso, e spesso all'abuso, dell'auto.
Un territorio pianeggiante e un clima mite rendono Taranto una città ideale per lo sviluppo della ciclabilità come risposta possibile alle esigenze di mobilità: la pensano così i bikers che sono in crescita nonostante condizioni stradali non certo ideali in termini di sicurezza e tutela della salute. Eppure, per le piste ciclabili si sono avuti solo interventi slegati da un progetto unitario: basta pensare alla pista in viale Magna Grecia o a ciò che resta di quella di viale Jonio. Noi proponiamo di incentivare l'uso della bicicletta che permette spostamenti rapidi, con zero spesa e zero inquinamento. La prima esigenza che poniamo è quella di rendere possibile il parcheggio della bici a chi già oggi la usa (o vorrebbe usarla)installando tante nuove rastrelliere nei pressi di piazze, aree di parcheggio, locali pubblici, scuole, edifici pubblici, aree commerciali, nonché al loro interno per i rispettivi dipendenti e utenti. Si tratta di una misura semplice e dagli oneri estremamente limitati.
Più complesso, ma ineludibile, è il tema della creazione di una rete di piste ciclabili. Quella di Viale Magna Grecia, come abbiamo detto più volte, da sola non offre un particolare contributo alla mobilità urbana: si tratta invece di individuare e realizzare percorsi ciclabili che colleghino i quartieri periferici con il centro cittadino. Si approfondiscano le diverse soluzioni esistenti, anche abbinandole ad una revisione delle corsie preferenziali per gli autobus, si faccia una scelta e si cominci a realizzarle: ci potrà essere in alcuni casi una riduzione degli spazi destinati a parcheggio, ma pensiamo ci siano le condizioni per assorbirla con un maggior utilizzo del trasporto pubblico e con il contributo offerto da migliori ciclabilità e pedonalità. Esempi cui guardare sono Bolzano, con il suo anello ciclabile che collega scuole, impianti sportivi e zone ricreative e Pesaro, con la sua Bicipolitana, la metropolitana delle bici, attualmente in costruzione, che occuperà un'estensione di circa 85 km.
Noi pensiamo che sia venuto il momento dicostruire le condizioni per ridurre l'uso dell'auto negli spostamenti urbani: un forte contributo può venire dal trasporto pubblico che va privilegiato rendendo la sua scelta più conveniente rispetto all'uso dell'auto privata.
Non abbiamo mai condiviso la decisione assunta dalla precedente Amministrazione Comunale di abbandonare l'originario progetto di collegamenti veloci, in autobus, dal parcheggio di Cimino al centro di Taranto. Crediamo infatti sia giunta l'ora di interventi che garantiscano su tutti i percorsi corsie realmente preferenziali, consolidando ed estendendo le scelte compiute in via Liguria e via Cesare Battisti, migliorino frequenze e tempi di percorrenza, riconsiderino i tragitti e i punti di interscambio, innovino il parco automezzi magari utilizzando mezzi elettrici di ultima generazione. E' importante innovare sia la sostanza che la percezione del servizio da parte dei cittadini, costruendo un sistema di spostamenti sicuri ed efficienti che costituiscano una valida e attraente alternativa al caos del traffico. Oggettivamente non partiamo da zero, ma non basta: siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa il trasporto pubblico urbano in tutta Italia, non solo a Taranto, ma siamo convinti che, anche nella nostra città, ci siano spazi per incrementi significativi dei passeggeri paganti del servizio.
Nel contempo crediamo sia possibile l'adozione di politiche tariffarie relative ai parcheggi a pagamento volte a disincentivare la sosta prolungata dei non residenti nelle aree più centrali, da accompagnare all'istituzione di ampie Zone 30 con effetti rilevanti sulla riduzione dell'inquinamento sia atmosferico che acustico e benefici sulla sicurezza.
Parliamo, come si vede, di misure che a volte costano poco o nulla unite a interventi di maggiore spessore: tutti richiedono a monte una scelta strategica. Siamo convinti che le scelte sulla mobilità siano una cartina di tornasole, insieme a quelle sulla raccolta differenziata e sul verde urbano, della volontà di costruire un'altra Taranto, più rispettosa delle persone, della salute e dell'ambiente, più moderna e civile.
Noi faremo la nostra parte.
Mercoledì, 20 Settembre 2017 20:11
A piedi, in bici, in autobus: tutto l’anno più mobilità sostenibile per Taranto
Pubblicato in
La Città
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