Un profluvio di dichiarazioni, di annunci, commenti e buoni propositi ci ricorda ogni giorno che ... si approssimano le elezioni amministrative e, con esse, la scelta del nuovo Sindaco di Taranto. Al di là delle chiacchiere e dei fumi preelettorali, noi crediamo essenziale che la prossima Amministrazione Comunale si ponga l'obiettivo di superare l'immobilismo in cui la nostra città ristagna e che è tra gli artefici del declino di Taranto. La cartina di tornasole della volontà e capacità di cambiamento risiede per noi in questioni come il verde urbano, la raccolta differenziata dei rifiuti, la mobilità sostenibile, che rientrano tutte nelle competenze esclusive del Comune, diversamente da altri grandi temi, dalle bonifiche all'inquinamento industriale, ovviamente di grande importanza, ma rispetto ai quali il Comune è solo uno degli attori in campo.
Il verde disponibile per i cittadini di Taranto è esiguo, quasi inesistente, staziona da tempo a circa 3 metri quadrati per abitante, cioè meno dello spazio occupato da un'automobile, con alberi sottoposti in passato a potature draconiane mai sanzionate: solo nell'ultimo anno, con l'affidamento del servizio a un soggetto diverso dall'AMIU, la situazione è, finalmente, migliorata.
La raccolta differenziata è ferma, forse, ad uno striminzito 16%. Sul Portale ambientale della Regione Puglia, alimentato dai dati inseriti direttamente dai Comuni, l'ultima rilevazione è del lontano giugno 2016. Non sappiamo cosa sia successo da allora nè se, per caso, la media annua sia ancora più bassa. Sappiamo però che l'isola ecologica dei Tamburi continua ad essere chiusa e che a Paolo VI il "porta a porta" non è partito.
Le aree pedonali sono estremamente limitate e, fatta eccezione per Piazza Papa Giovanni XXII, praticamente sempre le stesse da tempo immemorabile. Per le piste ciclabili, si sono avuti solo interventi spot slegati da un progetto volto a ridisegnare il modo di muoversi in città. Basta pensare alla pista in viale Magna Grecia o alle condizioni penose in cui versa quella di viale Jonio.
Sono questioni su cui un'Amministrazione Comunale, se vuole, può conseguire risultati significativi: noi chiediamo a chi si candida ad amministrare Taranto di raccogliere con coraggio, a partire da questi temi, la sfida del cambiamento, senza rassegnarsi alla mera gestione dell'esistente.
Chiediamo innanzitutto di accrescere con decisione il verde urbano, raddoppiando gli alberi presenti nelle strade e nelle piazze, di estendere, con un cronoprogramma preciso, la raccolta differenziata "porta a porta" a tutta la città, di restituire a chi si muove a piedi una sicurezza, fondata sul sentirsi parte della comunità, che nasce anche dalla cura degli spazi comuni.
Chiediamo di ricucire il centro con le periferie attraverso la mobilità dolce, favorendo gli spostamenti a piedi, in bicicletta o in autobus rispetto all'uso, e a volte all'abuso, dell'automobile.
Non servono nuovi megaparcheggi in pieno centro. Serve invece rendere operativi i parcheggi di interscambio posti ai margini della città, a Cimino e Croce, collegandoli alle aree di maggior afflusso in maniera efficace ed adottando politiche tariffarie incentivanti. Serve valorizzare i parcheggi di prossimità esistenti (piazza Icco, baraccamenti Cattolica, ex Artiglieria, via Oberdan, via Pacoret), verificando - al caso- la possibilità di realizzarne altri. La costruzione di nuovi parcheggi in centro produrrebbe solo un incremento del traffico automobilistico privato ad essi diretto: non è di questo che Taranto ha bisogno.
Un territorio pianeggiante e un clima mite rendono Taranto una città ideale per lo sviluppo della ciclabilità come risposta alle esigenze di mobilità. Si può da subito incentivare l'uso della bicicletta e permettere spostamenti rapidi, con zero spesa e zero inquinamento installando tante nuove rastrelliere nei pressi di piazze, aree di parcheggio, locali pubblici, scuole, edifici pubblici, aree commerciali, nonché al loro interno per i rispettivi dipendenti e utenti. Si individuino e realizzino, poi, percorsi ciclabili che colleghino i quartieri periferici con il centro cittadino. Si approfondiscano le diverse soluzioni esistenti, anche abbinandole ad una revisione delle corsie preferenziali per gli autobus, e si faccia una scelta; indubbiamente ci potrà essere in alcuni casi una riduzione degli spazi destinati a parcheggio, ma pensiamo ci siano le condizioni per assorbirla attraverso la riduzione dell'uso dell'auto in città, sostituendolo con il trasporto pubblico, oltre che con ciclabilità e pedonalità,.
Non abbiamo mai condiviso la decisione di abbandonare l'originario progetto di collegamenti veloci, in autobus, dal parcheggio di Cimino al centro di Taranto. Crediamo sia giunta l'ora di cambiamenti profondi che garantiscano su tutti i percorsi corsie realmente preferenziali, migliorino frequenze e tempi di percorrenza, riconsiderino i tragitti, i punti di interscambio, innovino il parco automezzi magari utilizzando mezzi elettrici di ultima generazione. Oggettivamente non partiamo da zero, ma non basta. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa il trasporto pubblico urbano in Italia, ma siamo convinti che a Taranto ci siano spazi per incrementi significativi dei passeggeri –paganti- del servizio. Nel contempo crediamo sia possibile l'adozione di politiche tariffarie relative ai parcheggi a pagamento volte a disincentivare la sosta prolungata dei non residentinelle aree più centrali, da accompagnare all'istituzione di ampie Zone 30.
Crediamo infine si debba rivalutare la pedonalità, quale modalità fondamentale della mobilità urbana e renderla un'esperienza gradevole. Si cominci ad adottare una reale tolleranza zero verso chi occupa strisce pedonali e scivoli per i disabili, o staziona normalmente in doppia fila e si cessi di tagliare marciapiedi per ricavare qualche posto auto. Misure minime, a costo zero, cui deve accompagnarsi un vero e proprio piano di incremento e di diffusione territoriale di aree pedonali dotate di verde attrezzato
Parliamo, come si vede, di scelte e interventi che sono tutti nelle mani della città, dei suoi abitanti, delle sue istituzioni. Di misure che a volte non costano nulla, ma che richiedono una scelta strategica: la scelta di costruire un'altra Taranto, più rispettosa delle persone, della salute e dell'ambiente, più moderna e civile.
Lunedì, 08 Maggio 2017 22:31
Taranto oltre chiacchere e fumi: scelte per superare l'immobilismo
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