Mercoledì, 09 Marzo 2016 19:55

Nuovi pini da abbattere in piazza Garibaldi? Legambiente: Solo se c'è pericolo, ma è assurdo sostituirli con altri pini

Dopo aver assistito sbigottiti agli interventi di drastica potatura di tanti alberi della nostra città, riceviamo la notizia che alcuni alberi, che pensavamo sarebbero stati risparmiati, verranno invece abbattuti.

Dopo l'abbattimento dei pini di via Ancona ed ancora prima di quelli di Via Caduti di Nassyria, per citare solo alcuni dei casi che hanno suscitato più scalpore a seguito della denuncia degli abitanti dei quartieri interessati, ora è il turno di una decina di pini di Piazza Garibaldi. Già 7-8 mesi fa nella stessa piazza ne erano stati tagliati altri perché dichiarati pericolosi per la cittadinanza a causa del fatto che le loro radici, per loro natura superficiali ed estese, li avevano resi instabili ed avevano sollevato e spaccato il marciapiede così da costituire un vero e proprio rischio per coloro che vi camminavano. Oggi, per le stesse motivazioni, ci viene detto che si procederà al taglio di ulteriori esemplari.

"Nessuna polemica da parte nostra riguardo alla decisione di abbattere i soli alberi di cui, a seguito di una attenta valutazione di un Dottore Agronomo o Forestale, sia stata accertata senza ombra di dubbi la grave pericolosità, a condizione ovviamente che questa non sia la scusa per procedere a "preventive" messe in sicurezza che comportino l'abbattimento di esemplari che sarebbe possibile conservare. Ma non può non lasciare esterrefatti apprendere che l'amministrazione comunale insista nel voler sostituire quei pini con altri pini." – è la dichiarazione in proposito di Claudia Braccio di Legambiente Taranto, che così continua: "Sull'argomento eravamo già intervenuti mesi fa confidando in un cambio di rotta del Comune di Taranto dettato dal buon senso nonché dall'obbligo di rispettare il regolamento comunale sul verde urbano che all'art. 8 stabilisce che in occasione della realizzazione di aree verdi limitrofe a strade dovranno essere utilizzate specie con apparati radicali non invasivi, crescita lenta e non superficiale per limitare danni ai marciapiedi, al manto stradale e alle strutture. Di conseguenza non può che essere fortemente ed espressamente sconsigliato l'utilizzo di pini in quanto alberi ad alto fusto che se non ben potati (rischio come tutti sanno molto elevato nella nostra città!) tendono ad inclinarsi e senza preavviso a schiantare con pericolo per l'incolumità dei passanti e per le auto".

In realtà il cambio di rotta non c'è stato, e in materia di gestione del verde urbano il Comune di Taranto continua ad operare sulla base di scelte irrazionali. Perché non può che essere reputata irrazionale la scelta di piantare altri pini in città quando il regolamento comunale del verde stabilisce – di fatto- tutto il contrario e quando altri alberi sono stati tagliati proprio per eliminare quei pericoli che l'attuazione del regolamento scongiurerebbe.

Perché l'Amministrazione comunale continua ad agire in spregio alle norme che si è data?

Perché non si ascoltano i dottori Agronomi e Forestali interpellati che continuano a sconsigliare, per le stesse ragioni da noi esposte, l'utilizzo dei pini e suggeriscono essenze più in linea non solo col contesto urbano ma anche con la storia di una piazza che a fine Ottocento, quando fu costruita, vedeva la presenza esclusivamente di querce e palme? La scelta di utilizzare altri pini non può perciò essere giustificata dall'eventuale desiderio di restituire alla piazza l'aspetto di un tempo: i pini sono stati introdotti solo più tardi, ossia in epoca fascista e gli esemplari attualmente in piazza Garibaldi non hanno più di quarant'anni.

Si potrebbe pensare perciò a nuovi lecci. O ad aranci amari, considerato che in piazza Archita anticamente insisteva un aranceto.

Perchè si devono sprecare risorse pubbliche per acquistare piante che tra 20-30 anni dovranno essere tagliate perché avranno spaccato nuovamente il marciapiede, o perchè diventate instabili e quindi pericolose? Ricordiamo che i costi che la collettività dovrà sostenere non sono solo quelli relativi al valore economico delle piante acquistate ma anche quelli derivanti dal futuro ri-abbattimento degli alberi, estirpazione delle ceppaie, rifacimento del manto stradale oltre agli eventuali risarcimenti dei danni subiti da quei cittadini che inciamperanno nelle radici dei pini o nelle mattonelle divelte così come avvenuto qualche mese fa proprio in piazza Garibaldi.

Ci auguriamo che l'Amministrazione riveda le sue scelte decidendo di effettuare piantumazioni di essenze idonee, ma soprattutto acceleri i tempi degli interventi di piantumazione dal momento che siamo già in forte ritardo ed interventi successivi al 31 marzo non garantiranno l'attecchimento delle piante.

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