Mercoledì, 15 Ottobre 2014 21:31

Colli al sicuro

Negli anni '80 un primo tratto della provinciale fra Ostuni e Cisternino ha deturpato il caratteristico paesaggio dei trulli.
Legambiente: «Il nuovo progetto sia occasione per salvaguardare il territorio»
Il progetto è stato in parte migliorato.


Da un lato il mare Adriatico e dall'altro la valle d'Itria con i trulli e i muretti a secco incastonati nella sua splendida terra rossa. È qui che trent'anni fa, per realizzare un secondo collegamento, panoramico perché sul ciglio della collina, tra i comuni brindisini di Ostuni e Cisternino è stato inferto al territorio un duro colpo realizzando i primi 5 Km della strada provinciale 18: una lingua d'asfalto che si affaccia sul mare, spianando però le colline naturali. L'opera, non a caso, è denominata strada dei colli, e oggi il Comune di Cisternino, al quale nel frattempo è passata la competenza, vorrebbe completarla. A rischio, però, c'è quel che resta di un territorio unico sempre più apprezzato dagli amanti del turismo dolce.

VECCHIA STORIA

«Il tratto realizzato 30 anni fa è stato costruito con una concezione del rispetto dell'ambiente diverso da quello di oggi – spiega Mario Saponaro di Legambiente Cisternino – La strada corre molto larga sul ciglio della collina che si affaccia sulla marina livellando il territorio. Quando c'era una depressione veniva ricolmata e, invece, quando c'era una collinetta veniva spianata». Nel 2011 il Comune di Cisternino ha presentato un progetto di completamento dell'opera. «Ma si trattava del continuamento dello scempio già fatto – riprende Saponaro – Era una sorta di unione del "punto A" con il "punto B" in maniera retta, tagliando tutto quello che si trovava intorno e livellando ulteriormente il territorio. Noi ci siamo opposti con un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato e per fortuna le criticità sollevate sono state recepite dalla nuova amministrazione comunale». Il nuovo progetto presentato nel 2013
, quindi, recupera i percorsi esistenti e riduce la carreggiata da 11,5 metri a 6,5 metri. E un nuovo studio valuterà se è possibile ridurla a 5,90 consentendo di viaggiare a velocità ridotta in totale sicurezza. Il nodo è tutto qui. La campagna fra Ostuni e Cisternino è caratterizzata da suggestive collinette suddivise in tanti appezzamenti delimitati da muretti a secco: molti di questi però sono diroccati e necessitano di manutenzione. Soprattutto perché si tratta di un territorio densamente popolato, basti pensare che il 50% dei residenti nel Comune di Cisternino vive in campagna. C'è l'esigenza, quindi, di rendere sicuro l'accesso alle abitazioni per i cittadini: il traffico non è elevato ma quando passano due mezzi ci sono delle diffi coltà, e nelle curve c'è rischio di incidenti. «In tutta questa vicenda – aggiunge Mario Saponaro di Legambiente – si fa l'errore di pensare che l'esigenza di questo territorio sia una strada di collegamento, invece serve una strada di servizio per le persone che qui vivono. E non solo».

ULIVI DA SALVARE

Intorno all'opera, finanziata con 4 milioni di euro del Cipe, da sempre c'è molto clamore e polemica. Si teme che venga inferta un'altra ferita al territorio senza rispettare il nuovo Piano paesaggistico territoriale regionale, che tutela specifi camente il territorio dal taglio degli alberi e dalla distruzione dei muretti a secco. « – Noi vigileremo su ogni singolo ulivo secolare e sul ripristino dei muretti a seccoconclude Mario Saponaro – Ma insistiamo nel chiedere all'amministrazione comunale che il progetto venga ulteriormente migliorato. Chiediamo che vengano inseriti da subito un percorso ciclabile, una ippovia e anche un paio di aree a verde attrezzate. Interventi dai quali tutto il territorio trarrebbe giovamento. E che lo renderebbero più fruibile». Soluzioni che ben si sposano con il ritmo lento di chi vuole scoprire questo angolo di Puglia

di Francesco Loiacono

da La Nuova Ecologia, il giornale di Legambiente.



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