Mercoledì, 17 Settembre 2014 22:33

Mar Piccolo da bonificare. Mar Grande senza trivelle. Per un mare di bellezza e di lavoro

Si  è parlato anche di buone pratiche, a festAmbienteLavoro, nello Speakers' Corner "Un mare di bellezza, un mare di lavoro: tra tradizione, innovazione e buone pratiche" con Carmelo Fanizza, Presidente della Jonian Dolphin Conservation e con l'esperienza della Cooperativa Ittica Jonica, impegnata in un progetto sperimentale di ostricoltura biologica. La coltura avviene in 500mila metri quadri dove, grazie a un protocollo innovativo, i gusci di cozze vuote diventano il principale nutrimento dell'ostrica Edulis, senza alcun passaggio in laboratorio (come invece avviene in Francia). «Lavoriamo a questo progetto sperimentale da due anni. Siamo pronti per la commercializzazione, presumibilmente nel 2015. Già a novembre e dicembre prossimi - ha spiegato Alfonso D'Andria  - faremo assaggiare la nostra ostrica biologica per farla conoscere, poi inizierà la vendita, rivolta ad un mercato di nicchia. Sarà un'ostrica diversa dalle altre perché più dolce e dal guscio duro e piatto, nata e cresciuta interamente nel nostro mare».
Al centro della discussione, coordinata da Francesca Rana del Nuovo Quotidiano di Puglia,  la bonifica del mar Piccolo, su cui si è soffermata a lungo nel suo intervento  Lunetta Franco, Presidente di Legambiente Taranto: "E' un'area gravata dai veleni dell'Arsenale Militare, degli ex Cantieri Navali di Fincantieri e dal siderurgico, la cui bonifica  può rappresentare un momento di ripresa per una città in ginocchio.  119 milioni di euro sono stati destinati alle bonifiche. C'è lo studio curato da ARPA Puglia  consegnato ad aprile ma mai reso noto. Noi chiediamo che sia reso pubblico e che si discutano in modo trasparente le scelte da fare evitando il rischio della completa paralisi. Nei prossimi giorni lo chiederemo ufficialmente al nuovo Commissario Straordinario per le bonifiche, Vera Corbelli".

Ovviamente si è parlato del porto (cui mancano 750 metri di binari per far passare i container dalle navi alla ferrovia) e dei progetti di estrazione petrolifera nel mar Jonio, ribadendo il No alle trivelle. Nell'ultimo anno sono pervenute ulteriori richieste per la ricerca petrolifera nel Mar Ionio: risultano infatti attive 16 domande, per un totale di 10.235 kmq, comprendendo vaste aree marine e tratti di costa che vanno da Capo Rizzuto in Calabria a Policoro in Basilicata arrivando fino a Leuca in Puglia. Rispetto al 2013 ci sono 8 nuove richieste nella fase iniziale dell'iter autorizzativo, a dimostrazione del fatto che la rimozione dei divieti di ricerca imposta dal Decreto 128 del giugno 2010 ha prodotto purtroppo i suoi risultati: le 8 domande sono state infatti presentate tra l'agosto del 2013 e il febbraio del 2014.
Molte le domande rivolte a Sebastiano Venneri, responsabile nazionale mare di Legambiente, che ha insistito sulla necessità di tracciabilità dei prodotti ittici e sulla necessità di produzioni di qualità, seguendo l'esempio di quanto è stato fatto in campo agricolo.
Per Fabrizio Nardoni, assessore alle risorse agroalimentari della regione Puglia, il cambiamento nella nostra provincia è già in atto: lo testimoniano il recupero della mitilicoltura e dell'ostricoltura e il recente disegno di legge regionle per dare redditività aggiunta al settore della pesca con misure dedicate al pesca e itti-turismo


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