L'espressione assente, smarrita. Hanno fatto velocemente i bagagli i giovani richiedenti asilo ospiti del Bel Sit di Taranto, che si sono visti notificare dalla polizia la revoca dell'accoglienza. Un documento, redatto dalla Prefettura, in cui nei fatti si dice che possono rimanere sul suolo italiano ma non nel sistema di accoglienza, quindi nell'albergo malconcio che finora li aveva ospitati garantendo anche il vitto.
I nove ragazzi africani, ma il numero delle notifiche sembra destinato a crescere, hanno partecipato lo scorso novembre ad una manifestazione pacifica davanti alla struttura che li ospitava, per chiedere che fossero pagati loro i quattro mesi di arretrato dei pocket money, 2,50 euro al giorno destinati per legge a ciascun migrante per soddisfare le proprie necessità personali (una telefonata, un pacchetto di sigarette, un biglietto dell'autobus, etc). In quell'occasione alcuni di loro si erano sbottonati, parlando delle condizioni in cui vivevano: carenze igieniche, cibo scadente, niente medicine. Salam, l'associazione che gestisce l'albergo, motiva in una nota stampa il mancato pagamento della "diaria" che ha portato alla protesta ed alla revoca dell'accoglienza. "Ci sono quattro mesi di omessi pagamenti, 1 milione e 600 mila euro, da parte della Prefettura e - scrivono – per questo abbiamo comunicato proprio alla prefettura l'impossibilità di sottoscrivere la proroga dei nostri servizi".
Il coordinamento di cittadini Campagna Welcome Taranto con il sostegno dell'associazione tarantina Ohana, sta seguendo la vicenda insieme agli avvocati dell'Asgi che, in previsione dei 60 giorni di tempo per potersi appellare al Tar, hanno incontrato anche il vicario del prefetto di Taranto, Malgari Trematerra.
Intanto i migranti hanno trovato sistemazioni di fortuna, grazie a volontari, parrocchie, associazioni. Ma a Taranto la questione accoglienza continua ad essere un tema scottante. Lo confermano le parole del presidente della locale Confcooperative, Carlo Martello, che ha denunciato disparità di trattamento economico non giustificate da parte del Comune tra cooperative che gestiscono minori stranieri non accompagnati. "Da una mozione sul tema presentata dal Pd come emendamento alla legge di bilancio dello Stato 2017 e non approvata, risulta che tra il 2014 ed il 2016 l'ente comunale si sia fatto carico di 2 milioni di euro in più per l'accoglienza dei profughi minori, rispetto ai 45 euro a migrante garantiti dal Ministero. Soldi che il Comune diceva di non possedere quando come cooperative chiedevamo, come da legge, che da 45 euro si passasse ai 62 euro a migrante e che ad oggi non sappiamo come siano stati ripartiti e a chi".
Marina Luzzi
Domenica, 22 Gennaio 2017 12:18
Se questa è accoglienza
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Consapevolezza Ambientale
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