Oggi, 4 maggio, in 50 mila tra ciclisti urbani, pedoni e pendolari hanno sfilato per le vie di Milano chiedendo che l'Italia cambi strada davvero. Una grandissima partecipazione che dimostra la forte volontà di modificare il sistema di mobilità vigente, quasi sempre autocentrico, spostando le risorse pubbliche laddove si spostano le persone. Il corteo colorato della neonata Rete per la Mobilità Nuova, coalizione di circa 200 associazioni, organizzazioni di categoria e comitati ha presentato anche i tre punti chiave della proposta di legge "per incrementare il trasporto collettivo e gli spostamenti non motorizzati all'interno delle aree urbane e per l'ottimizzazione delle risorse pubbliche destinate alle infrastrutture per la mobilità".
Destinare al trasporto pubblico locale e alla mobilità non motorizzata il 75% dei fondi pubblici per il trasporto e le infrastrutture per la mobilità. Definire target di mobilità validi in tutti i Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 50.000 abitanti, che, come per la raccolta differenziata, impongano alle amministrazioni locali obiettivi vincolanti, con un sistema di incentivi e disincentivi. Introdurre il limite di 30 chilometri orari nei centri urbani, con la possibilità di elevarlo a un massimo di 50 chilometri orari per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano. Questi i nodi chiave della proposta di legge che tra i suoi obiettivi intende aumentare la sicurezza di tutti e sollecitare modalità di trasporto alternative all'auto privata. Una rivoluzione della mobilità da imporre ai decisori politici, che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti.
In particolare, la proposta di legge premia con un sistema di incentivi i Comuni che hanno rispettato nei tempi stabiliti la quota massima di spostamenti motorizzati con mezzi privati e penalizza quelli che non hanno ottemperato gli obblighi di legge. I target di mobilità prevedono, entro due anni dall'approvazione della legge, una quota massima di spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati all'interno delle aree metropolitane e del territorio comunale inferiore al 50% del totale degli spostamenti. Poi, spostamenti individuali motorizzati con mezzi privati inferiori al 47,5% entro il terzo anno, inferiori al 45,0% entro il quarto anno e inferiori al 40,0% entro il quinto.
La Rete per la Mobilità Nuova manifesta oggi a Milano all'insegna di "Pedoni, Pedali e Pendolari uniti per modificare il modello di mobilità vigente spostando le risorse pubbliche laddove si spostano le persone". Chiede un approccio differente alle politiche dei trasporti in Italia, che concentri la spesa pubblica nelle aree urbane dov'è più alta la domanda di mobilità e avvii un ripensamento complessivo del settore dei trasporti. Sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando visibilità alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese
"Quello di oggi è solo l'inizio, un grande inizio, ma la strada è ancora lunga. Per questo è importante essere qui ed essere tanti a chiedere strategie nuove, interventi puntuali e maggiori risorse per lo sviluppo del trasporto collettivo e di città a misura di pedoni e ciclisti".
Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, sulla grande manifestazione organizzata oggi a Milano dalla Rete per la #MobilitàNuova che ha visto la partecipazione di un cartello di oltre 150 associazioni tra cui Libera, Aiab, Coldiretti, Slow Food, Legambiente, Associazione turismo responsabile e Touring club italiano, #salvaiciclisti, Fiab, Associazione per i diritti dei pedoni, Movimento difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva, Spi-Cgil, Auser e Sbilanciamoci, No Tem e Coordinamento comitati contro le autostrade CR-MN e TI-BRELibera.
"La qualità della vita nelle città - prosegue Cogliati Dezza - è determinata in gran parte dalla qualità della mobilità, che incide tanto sull'inquinamento e la sicurezza stradale quanto sui tempi degli spostamenti, l'equità nell'accesso ai servizi, la vivibilità degli spazi urbani, il consumo di suolo e la dipendenza dal petrolio. Esistono misure utili ed efficaci che costano molto poco e che si potrebbero attuare da subito: dalle corsie preferenziali, alla distinzione tra vie a scorrimento veloce e zone a 30 chilometri orari.
E' urgente ripensare il settore dei trasporti in modo da rispondere alle reali necessità dei cittadini, potenziando la rete dei mezzi pubblici per rendere la vita più facile a chi li adopera quotidianamente e garantire a tutti la libertà di muoversi. Una libertà che oggi, in troppe realtà, è negata a chi non possiede un'automobile. Occorrono alternative efficienti che consentano di disincentivare l'uso dell'auto. Chiediamo al nuovo governo di impegnarsi subito su questo fronte - conclude il presidente di Legambiente - e portiamo in Parlamento la legge di iniziativa popolare per la quale oggi è partita la raccolta firme: una legge che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato. Legambiente invita tutti a sottoscriverla e ad aderire alla Rete per la Mobilità Nuova per condividere necessità e azioni comuni"..
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Sabato, 04 Maggio 2013 18:57
#MobilitàNuova: E’ stata un successo la manifestazione a Milano per la #mobilità nuova. Parte la raccolta di firme per la proposta di legge a favore del trasporto collettivo e gli spostamenti non motorizzati
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Consapevolezza Ambientale
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