Venerdì, 04 Ottobre 2013 00:00

Diamo un nome alla piazza-giardino "creata" da Legambiente alla Salinella: partecipa e scegli una tra le sette candidature proposte

Finalmente il progetto è diventato realtà:  domenica 29 settembre abbiamo inaugurato la piazza che Legambiente la "creato"  nel quartiere Salinella, tra le vie Lago di Monticchio e Golfo di Taranto. Ora vorremmo darle un nome.

Una giornata di festa e di volontariato per rendere più bello e vivibile uno spazio della nostra città che versava in uno stato di abbandono e degrado: questa in sintesi la cronaca dell'inaugurazione della piazza, che Legambiente ha voluto fare nel suo stile: con la più partecipata delle campagne di volontariato, ovvero Puliamo il Mondo.
Oltre ai volontari di Legambiente, si sono mobilitati l'Associazione Venti del Sud costituita dai cittadini che abitano in zona, il Gruppo Scout della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth, i volontari dell'Associazione per la Protezione Civile di Taranto. L'AMIU ha assicurato la propria collaborazione.

Dopo aver ramazzato, imbiancato, ripulito dai rifiuti l'area e le zone adiacenti, alle 11.00, in una conferenza stampa, Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, e Massimo Prontera del direttivo del Circolo, hanno presentato l'intervento effettuato, senza dimenticare però riferimenti alle tematiche proprie di Puliamo il Mondo.
In particolare Lunetta Franco ha sottolineato i dati sempre molto negativi della raccolta differenziata nella nostra città e la necessità di cambiare radicalmente la gestione dei rifiuti all'interno delle aree mercatali cittadine, rifiuti che, come nel caso del mercato settimanale e del mercato coperto della Salinella, vanno a finire tutti tra i rifiuti indifferenziati, quando non sono abbandonati in strada senza alcuna attenzione per le condizioni igieniche che si vengono di conseguenza a creare. La maggior parte dei rifiuti raccolti oggi proviene presumibilmente dal mercato (buste, fogli di carta per gli involti) e dunque il danno per la collettività è doppio: aree vicine ai mercati perennemente sporche e rifiuti in discarica.

L'intervento di recupero della piazza è stato presentato quindi da Massimo Prontera, progettista e direttore dei lavori, il quale si è soffermato sulla situazione di degrado assoluto in cui versava l'isolato, ridotto com'era, a una sorta di discarica per rifiuti di ogni tipo, e sull'intervento effettuato, che lo ha trasformato in un'area a verde attrezzato. .

Lunetta Franco ha quindi ringraziato tutti coloro che con i loro contributi, hanno reso possibile un intervento così ambizioso per un'associazione di volontariato dotata di risorse assolutamente esigue. In primo luogo il Centro Servizi Volontariato di Taranto il cui presidente Carlo Martello, presente all'inaugurazione, ha subito creduto e sostenuto il progetto, quindi il Comune di Taranto (era presente l'assessore all'Urbanistica Francesco Cosa), il Centro Commerciale La Mongolfiera (presente il direttore Stefano D'Errico), Vibrotek srl, MP lavori srl, Lacitignola srl del socio Legambiente Luciano Lacitignola, D'Erchia Restauri srl. Un ringraziamento particolare è andato ai progettisti Massimo Prontera – che si è sobbarcato anche il delicato incarico di direttore dei lavori – e Valentino Traversa che hanno messo a servizio dell'"impresa" la loro competenza e professionalità a titolo assolutamente gratuito e rinunciando persino al rimborso delle spese vive, e ai tanti soci di Legambiente che hanno contribuito con le loro sottoscrizioni alla realizzazione del progetto insieme ad alcuni cittadini che hanno aderito a una sottoscrizione lanciata sul web.

Infine è stata lanciata la campagna "Diamo un nome alla piazza recuperata da Legambiente".

Il degrado è anche figlio di una sciatteria che permette alle città di espandersi senza che chi le amministra si prenda neppure il fastidio di trovare un nome a vie e piazze, lasciandole senza identità.. Questo spazio non ha un nome e per questo motivo Legambiente ha lanciato la sua campagna proponendo ai cittadini di votare un nome, legato all'impegno per l'ambiente o per i bambini, scelto tra i sette che l'associazione ha ritenuto particolarmente significativi.
Il nome più votato sarà proposto all'Amministrazione Comunale per l'intitolazione della piazza.

Vorremmo che la piazza avesse un nome. Un nome legato all'impegno per l'ambiente o per i bambini. 

Abbiamo pensato a sette proposte: vi chiediamo  di votare per quella che vi piace di più. O dare un suggerimento.
Sotto trovate per ogni proposta un breve profilo e, negli allegati, la foto.
Per votare basta una mail al nostro indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le proposte:

Antonio Cederna
Antonio Cederna (Milano, 27 ottobre 1921– Sondrio, 27 agosto 1996) è stato un giornalista, ambientalista, politico e intellettuale italiano. Abbandona quasi subito l'archeologia, oggetto dei suoi studi universitari, per dedicarsi con passione e impegno a campagne di stampa volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi inerenti alla salvaguardia del territorio, del patrimonio naturale e culturale italiano. Nell'Italia della ripresa economica e della ricostruzione sono sempre più grandi le minacce al patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano. Si dedica alla difesa dei centri storici italiani (Roma, Milano e Venezia) dagli sventramenti e dalla speculazione edilizia selvaggia, è a favore della costituzione del Parco dell'Appia Antica a Roma, a rischio cementificazione e della tutela dei parchi nazionali e delle coste valorizzando le zone umide da svantaggiose opere di bonifica.  Nel 1955 è tra i fondatori di Italia Nostra, di cui è poi consigliere nazionale, presidente della Sezione Romana e socio onorario. Tra le sue battaglie, quella per la tutela dell'Appia Antica è stata un fil rouge durante tutta la sua esistenza: ad essa ha dedicato più di 140 articoli. Nel 1993 viene nominato Presidente dell'Azienda Consortile per il Parco dell'Appia Antica e si batte duramente perché il progetto del Parco possa decollare.

Laura Conti
Laura Conti (Udine, 31 marzo 1921 – Milano, 25 maggio 1993) è stata un'ambientalista, partigiana, medico e politica italiana, promotrice e rappresentante dell'ambientalismo italiano. Particolarmente interessata ai problemi ecologici, fu tra le prime a introdurre in Italia riflessioni sui problemi dello sviluppo, dei limiti delle risorse, del rapporto tra sviluppo industriale e conservazione della natura; la sua opera "Che cos'è l'ecologia" si impose all'attenzione del pubblico e divenne un testo fondamentale per la formazione dell'allora nascente movimento ambientalista. Ma a farne una figura notoria e di rilievo pubblico fu in particolare la campagna da lei impostata e diretta con grande dedizione ed energia in occasione del tragico disastro di Seveso nel 1976, dopo il quale, convinta che la cultura ambientalista dovesse trovare un concreto sbocco politico, operò attivamente, con altri studiosi, per costituire, all'interno dell'ARCI, la Lega per l'Ambiente, della quale fu poi presidente del Comitato scientifico.

Renata Fonte
Renata Fonte (Nardò, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è stata una politica italiana. Renata Fonte fu Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò (Lecce) eletta nel 1982 nelle file del PRI-Partito Repubblicano Italiano. Il 31 marzo 1984 a Nardò (Lecce) due sicari la uccidono con tre colpi di pistola, mentre raggiunge la sua abitazione. Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali e il mandante di primo livello. Si ipotizza che Renata Fonte con la sua attività di difesa del territorio abbia potuto impedire la realizzazione di forti guadagni mediante speculazioni edilizie nell'area del parco di Porto Selvaggio, oggi dichiarato Parco naturale regionale insieme alla Palude del Capitano. In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l'associazione Donne insieme, con l'intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la "Rete Antiviolenza Renata Fonte", primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) sono state dedicate a Renata Fonte una piazza e la sala consiliare

Alexander Langer
Alexander Langer (Vipiteno, 22 febbraio 1946 – Firenze, 3 luglio 1995) è stato un politico, scrittore e giornalista italiano. Le principali tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico furono la situazione dell'Alto Adige e in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; le problematiche internazionali, come il rapporto tra nord e sud del mondo, la situazione dei paesi dell'Europa dell'est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell'integrazione europea. Fondamentale e innovativo fu il contributo dato da Langer alle tematiche ambientali e al movimento ambientalista. Negli anni ottanta fu uno dei fondatori del movimento politico dei Verdi in Italia ed in Europa. Il suo tentativo di dare un senso vero e attuale a parole come "conservazione", "progresso", "identità", "tolleranza" lo portò spesso su posizioni non convenzionali, talvolta in contrasto con quelle delle sinistre.  Langer dedicò negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia, segnati dalla guerra. Per fare cessare il conflitto propose l'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU. Il 3 luglio 1995 Langer si tolse la vita nella campagna toscana, nei pressi di Firenze; ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: «non siate tristi, continuate in ciò che era giusto».

Gianni Rodari
Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) è stato uno scrittore, pedagogista e giornalista italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi e tradotto in moltissime lingue. Vincitore del prestigioso Premio Hans Christian Andersen (edizione 1970), fu uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" nonché, grazie alla Grammatica della fantasia, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie. Famoso per la sua originalità, attraverso racconti, filastrocche e poesie, divenute in molti casi classici per ragazzi, ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi.

Angelo Vassallo
Angelo Vassallo (Pollica, 22 settembre 1953 – Pollica, 5 settembre 2010) è stato un politico italiano, ucciso in un attentato di matrice camorristica, tuttora oggetto di indagini da parte della magistratura. Sindaco di Pollica, ricopriva anche la carica di presidente della Comunità del parco, organo consultivo e propositivo dell'ente Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Soprannominato il "sindaco pescatore", politicamente Vassallo si distingueva per un marcato ambientalismo. Vassallo, il cui comune è stato l'epicentro degli studi sui regimi alimentari mediterranei, si è fatto promotore nel 2009 della proposta, accolta dall'UNESCO nel 2010, di inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell'umanità. La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua automobile, Vassallo è stato ucciso da uno o più attentatori allo stato ignoti; contro di lui sono stati esplosi nove proiettili calibro 9, sette dei quali a segno

Piazza Taksim
Piazza Taksim, considerata il cuore pulsante della moderna Istanbul, con la sua stazione della Metropolitana di Istanbul, era in origine il punto in cui venivano raccolte le linee d'acqua principali del nord di Istanbul e da lì si diramavano in altre parti della città. Questo uso dell'area venne istituito dal sultano Mahmud I. La piazza prende il nome dal serbatoio in pietra, che si trova in questa zona. Inoltre, la parola "Taqsim" può fare riferimento a una speciale forma di improvvisazione musicale in musica turca classica. Nel 2013 è il principale luogo di ritrovo per i manifestanti contro il premier turco Erdoğan e la sua scelta di demolire il vicino Taksim Gezi Park per costruire un centro commerciale. Tali proteste si sono poi diffuse anche in altre città della Turchia come reazione spontanea all'eccessiva violenza impiegata dalla polizia turca nel disperdere i manifestanti, trasformando la piazza ed il suo nome nel simbolo delle lotte giovanili turche..

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